Il racconto di un talento artistico innato, di una personalità riservata e di una dedizione totale all’arte, che ha lasciato un’impronta duratura nel mondo dell’arte.
Nel 1985, in seguito a un forte momento di depressione, decide di far ritorno a Battipaglia. La solitudine e l’isolamento che la vita di provincia gli offrono contribuiscono però ad amplificare la sua depressione.
Lontano dal fermento culturale e artistico della Capitale, Amerigo Schiavo vive un periodo di grande solitudine e isolamento, che contribuiscono ad aggravare la sua condizione psicologica e fisica.
La pittura diventa evasione dalla realtà, ma anche spietata rappresentazione di un’interiorità tormentata, disordinata e confusa, imprigionata in un corpo consumato dalla malattia e dalle droghe.
Amerigo Schiavo non smise mai di dipingere. Tutta la sua ultima produzione divenne il riflesso di una lotta interiore, la testimonianza straziante di una mente consumata dal peso del dolore, di una vita segnata dalla perdita che cerca disperatamente e coraggiosamente di sopravvivere alle tenebre.
